Mostre -
09.03.2018
- 18:00

Ceci n’est pas un selfie

Obiettivo puntato sul ritratto e sull’autoritratto: nell’era del “selfie ergo sum”, l’autoritratto impone una triplice assunzione di ruoli da parte dell’artista in autore/soggetto/osservatore di se stesso. Dal Narciso di Caravaggio a una Cindy Sherman-Narciso, la storia dell’arte e della fotografia raccontano di artisti che diventano opere d’arte in virtù del loro scarto progettuale, della loro consapevolezza nello spazio che occupano, di un self-control più o meno domato che rivela intimamente, violentemente o delicatamente, la propria natura.

La mostra curata da Mustafa Sabbagh è il risultato di quattro giorni di workshop con gli studenti RUFA; un viaggio nel mondo dell’arte contemporanea, attraverso la lingua privilegiata della fotografia, la cui meta è il possesso della consapevolezza, il cui percorso è lo sviluppo del linguaggio. Esplorare la fotografia e i suoi mezzi attraverso la comprensione che l’estetica ha nella sua radice l’etica. Che la pratica è ricerca. Che non esiste digitale, se la sua base non è il mentale.