Una fabbrica dell’anima

Un cantiere, ovvero una fabbrica dell’anima. Così ci piace pensare questo spazio, collocato nell’ex Pastificio Cerere, nel cuore operaio della città di Roma, oggi riconvertito in un laboratorio dell’immaginario e del sapere. Un’officina dove i «nuovi operai del politecnico» – prendiamo a prestito un’espressione del filosofo Jacques Rancière – ovvero gli studenti, gli artisti e i lavoratori della cultura che si riuniscono intorno alla Rufa, possano sperimentare, mettersi alla prova e confrontarsi.

La storia del Novecento, si sa, è anche la storia della fuga dalla noia del lavoro, fuga dalle fabbriche e dagli uffici verso il tempo liberato della vita. Ora che il secolo breve è definitivamente alle nostre spalle, e siamo impegnati nella costruzione di un mondo nuovo, vogliamo pensare questa ex-fabbrica come uno spazio dove sostare, con il piacere di condividere, tutti insieme, il pane dell’arte e del pensiero. Una comunità, insomma, dedicata alle arti dell’immagine e della parola, e a quell’arte dell’imprevisto che disegna vie di fuga mettendo al mondo il mondo e visioni non addomesticate.

Uno spazio dedicato alla scuola dove proseguire, in forme diverse, la didattica, ma anche un luogo aperto alla città, ai respiri e ai ritmi del territorio. Uno spazio che organizzerà mostre ed eventi in condivisione e collaborazione con la Fondazione Pastificio Cerere, e nella stessa ottica di promozione dell’arte e della cultura, anche con altre associazioni, fondazioni e istituzioni indipendenti. Per tutto questo il Rufa Space si avvale di un comitato di indirizzo composto da artisti, critici e professionisti, interni ed esterni all’Accademia, eletto e rinnovato ogni anno.